Rassegna/ “L’agricoltura diventa bio con funghi e batteri”

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Dal primordiale «sapere» di batteri e funghi arriverà una nuova generazione di pesticidi ed erbicidi per un’agricoltura sostenibile a impatto zero: questi organismi, infatti, producono una miriade di molecole volatili che, «respirate dalle piante», le aiutano a crescere (come i fertilizzanti) e le proteggono da nemici e erbe infestanti (come i pesticidi). Questa prospettiva rivoluzionaria è stata raccontata sulla rivista «Trends in Plant Science» da Massimo Maffei dell’Università di Torino e da un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. «I composti organici volatili di origine microbica (noti in gergo come “Covm”) possono essere sfruttati come strumenti di lotta biologica, e quindi naturale, per le pratiche agricole», spiega Maffei a «Tuttoscienze». Si tratta di molecole (che emanano profumi o odori) che piante e altri microrganismi possono percepire e poi tradurre in messaggi: un esempio è il «2,3-butandiolo», un composto emesso da alcuni batteri in grado di stimolare la crescita delle piante.

«Alcuni di questi composti sono già stati sperimentati in campo con risultati incoraggianti – sottolinea Maffei – e sono state realizzate decine di prove sperimentali in laboratorio che hanno permesso di selezionare varie molecole bioattive per applicazioni sia in campo sia in serra». Una volta appreso il «linguaggio» di batteri e funghi e compresi gli effetti dei loro messaggi chimici – aggiunge – si potranno riprodurre le stesse molecole bioattive e biodegradabili per impiegarle al posto dei composti artificiali.  «Si deve considerare che le molecole volatili sono il linguaggio chimico più antico sul Pianeta – conclude -. Quando sono apparse le prime piante e i primi animali, batteri e funghi permeavano l’atmosfera con le loro emanazioni da milioni di anni».

(Fonte: La Stampa)